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FEEDBACK DAL XXVII CONGRESSO SIDCO (prima parte)

 

 

Sono tornata ieri sera dall'annuale congresso della Società Italiana di Dermatologia Chirurgica e Oncologica di cui sono un'affezionata socia. Dopo quasi 3 giorni di intenso lavoro all'interno delle aule e di vivace scambio di opinioni ed esperienze con i colleghi da tutta l'Italia (incredibilmente anche durante la cena sociale!), carica di entusiasmo, vorrei condividere con voi quello che di nuovo s'è prospettato sul piano diagnostico e terapeutico nell'ambito di dermochirurgia e oncologia dermatologica.

Ovviamente la parte del leone ha fatto il melanoma e le lesioni pigmentarie.

Ho imparato un nuovo concetto: “melanoma nevus like”.

E' una lesione pigmentaria che presenta gli aspetti clinici e dermoscopici del nevo melanocitario, quindi, un neo comune, ma in realtà è un melanoma maligno. E' stato possibile individuare e descrivere questo tipo di melanoma grazie alla diffusione di mezzi diagnostici come la dermoscopia digitale (epiluminescenza, mappa nei); infatti molto spesso la loro asportazione chirurgica e successiva diagnosi è casuale!

Purtroppo spesso non viene diagnosticato in quanto non offre segnali di malignità (sembra un nevo!) e le difficoltà aumentano quando sono inseriti in una moltitudine di nevi.

Spesso in questi casi il motivo che spinge il medico ad intervenire chirurgicamente è l'informazione raccolta dal paziente stesso (cambiamento di colore, di forma, comparsa di prurito, di sensazione di “presenza”, etc.).

E qui torno a ripetere quello che avete già sentito dire da me durante i nostri incontri: imparate ad eseguire un accurato autoesame! Richiede poco tempo, ma potrebbe salvare la vita!

 

Dalla prevenzione passiamo alle novità terapeutiche.

Ho assistito ad un interessantissimo intervento del Prof. Ruggiero Ridolfi, Direttore UO Immunoterapia e Terapia Cellulare Somatica - IRST – Meldola Forlì, che ha parlato di alcune importanti novità nell'ambito del trattamento medico del melanoma avanzato.

La prognosi dei pazienti affetti da melanoma in fase avanzata (stadio IV) è tuttora severa. La sopravvivenza mediana per tali pazienti è stimata in 6-9 mesi. Finora sono stati praticati chemio- e immunoterapia, però con risultati piuttosto deludenti.

Ma la novità che ha scosso il mondo oncologico per quanto riguarda la terapia del melanoma è giunta con l’introduzione di un nuovo anticorpo monoclonale anti-CTLA-4, che, agendo con meccanismi esclusivamente immunoterapici, fornisce la dimostrazione di possibile efficacia delle terapie immunologiche. Per la prima volta, infatti, in uno studio di fase III è stato dimostrato un aumento di sopravvivenza nel melanoma avanzato grazie all’uso di questo anticorpo monoclonale (Ipilimumab).

Oltrettutto, stiamo attendendo buone notizie anche sul piano dei vaccini e della target-therapy.

L'ultima in particolare è mirata a cercare gli oncongeni mutati (geni responsabili della proliferazione tumorale) per agire solo su questi target e non danneggiare il resto delle cellule.

Altre novità nel prossimo articolo!

     

 

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