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Allergia al sole esiste?

In questo periodo dell’anno nel mio studio affluiscono numerosi pazienti con prurito.  Alcuni mi chiamano allarmati anche al telefono, lamentando rossore, bollicine ed intenso prurito apparsi dopo un’esposizione al sole.

Di cosa si tratta?

Di fatto si tratta di malattie della pelle dovute al sole, si chiamano luciti. Ci sono svariati tipi di lucite: lucite estiva benigna, lucite polimorfa, fotodermatosi giovanile primaverile, orticaria solare, etc.
Tutte queste malattie sono scatenate dall’esposizione solare e compaiono  da pochi minuti a 12-24 ore dopo l’esposizione stessa.
Il più delle volte la condizione è benigna e si risolve nell’arco di poche settimane. La diagnosi per il dermatologo in genere non presenta difficoltà. Tuttavia, in alcuni casi nasce il bisogno di confermare la diagnosi clinica attraverso i test fotobiologici oppure, raramente, mediante una biopsia cutanea.

La più frequente e anche la meno pericolosa è la lucite estiva benigna. Caratteristicamente sorge dopo circa 12 ore dall’esposizione (il più delle volte dopo la prima esposizione della stagione) e colpisce le sedi anatomiche normalmente protette dai vestiti: il petto, gli avambracci, il dorso dei piedi. Curiosamente la lucite estiva benigna praticamente sempre risparmia il viso, un fatto raro tra le fotodermatosi. Appunto dopo la prima esposizione compaiono piccole papule pruriginose nelle zone sovraindicate. Senza trattamento tende a regredire lentamente in 12-14 giorni. In genere le successive esposizioni al sole non creano problemi. Tuttavia, l’anno seguente alla ripresa della stagione del mare l’eruzione potrebbe ricomparire.

Una preparazione specifica  alla stagione estiva prescritta dal dermatologo potrebbe alleviare o addirittura prevenire l’insorgenza di questa malattia. Ovviamente deve essere cominciata parecchie settimane prima dell’estate.

Altre fotodermatosi richiedono un esame clinico accurato e, talvolta, metodiche diagnostiche supplementari e cui seguirà una terapia specifica, diversa per ogni caso.

Cosa possiamo fare per prevenire oppure rendere meno fastidiosa la fotodermatosi?

La risposta è semplice! Evitare il sole e adottare le regole di una rigida fotoprotezione.

Allora ho un’allergia al sole? –chiedono alcuni pazienti. Beh, sì, è così, anche se un meccanismo esatto di queste patologie ancora non è ben conosciuto.

Avendo allergia alle arachidi, cerchiamo maniacalmente di evitarli . Lo stesso atteggiamento sarebbe logico aspettare da chi soffre di allergia al sole (fotodermatosi). Purtroppo non sempre succede così, è talmente difficile tenersi lontani dalle dorate spiagge di Ostia e  dal mare cristallino di Fregene! Ecco perché ho pensato di scrivere un articolo dedicato proprio a come “SVILUPPARE UN'ABBRONZATURA PIù INTENSA E MENO PERICOLOSA” che potete consultare qui.

 

Come sempre, potete contattarmi direttamente per ogni altra informazione.

Buona estate!

Blefaroplastica non chirurgica

Da alcuni anni a questa parte si parla molto della cosiddetta “blefaroplastica non chirurgica” oppure “non ablativa”. Detto così sembra molto interessante, anche perché la chirurgia negli ultimi tempi fa sempre più paura. Tuttavia, da dermatologa e medico con esperienza nel campo estetico, ero molto perplessa: pur di vendere un apparecchio o un servizio non di rado si fanno promesse non realistiche.

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Macchie cutanee: come si combattono?

Una delle domande più frequenti che ricevo durante le visite riguarda il trattamento delle macchie cutanee.

Esistono diversi tipi di macchie, sia per quel che riguarda il colore, sia per la loro origine.

In questo post vorrei parlare di una sola tipologia di macchie: lentigo solare.  Senza ombra di dubbio sono le macchie che più frequentemente osservo nei pazienti che vengono per un consiglio.

Di cosa si tratta?

Lentigo solari si presentano come macchie rotondeggianti di colore variabile dal giallo al marrone. In genere appaiono inizialmente nelle zone più fotoesposte del volto, ma nel tempo potrebbero diffondersi anche sulle mani, sul petto e altre zone maggiormente colpite  dal sole.

La loro comparsa dipende dall’accumulo di melanina nello strato più superficiale della pelle in seguito all’esposizione al sole. Ovviamente più sole prendiamo, più siamo a rischio di avere questo inestetismo. Col passare degli anni praticamente tutti presentano qualche lentigo solare sul corpo e, soprattutto, sul viso. Quindi, come potete intuire, è l’accumulo del danno solare che provoca l’alterazione della produzione della melanina e, quindi, le macchie solari (lentigo).

Dunque lentigo solari potrebbero rappresentare un parametro per stabilire l’entità del danno solare che abbiamo, quindi, il fotoaging (l’invecchiamento dovuto non al passare degli anni, ma al sole). Più macchie ci sono, più danno solare  abbiamo accumulato. Ciò corrisponde ad accelerazione dell’invecchiameno cutaneo che ci siamo procurati.

Fate le vostre conclusioni!

Una volta fatta la diagnosi (anche autodiagnosi) di lentigo solare, tentiamo di eliminarla. Ci sono svariate metodiche, dalla vecchia crioterapia e peeling ai laser più sofisticati. I risultati dei trattamenti all’inizio sono eccellenti, ma tendono a scemare nel tempo. Perché? Per via del danno solare che è irreversibile e che continua a scatenare un’irregolare ed eccessiva produzione della melanina! Quindi, oltre alla rimozione strumentale della macchia, per mantenere il risultato estetico è indispensabile una rigida fotoprotezione e una costante terapia domiciliare con creme specifiche che rallentano l’accumulo della melanina.

E se volete altre informazioni potete contattarmi direttamente , come sempre!