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  • Dott.ssa Irina Poleva

    Dott.ssa Irina Poleva

    Specialista in Dermatologia
    e Malattie Veneree

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    Dermatologia Medica

    Diagnosi e trattamento
    delle patologie della pelle degli adulti

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    Dermatologia Chirurgica

    Trattamento di iperidrosi ascellare
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Nuovo filler 100% naturale - Algeness®

Finalmente un filler 100% naturale!
Oggi i filler a base di acido ialuronico dominano (insieme con le iniezioni di botox) il podio dei trattamenti estetici più richiesti. Non a caso: la procedura è veloce, il risultato è immediato, il costo è abbordabile per tutti. Ritengo che di fatto è un buon trattamento che potrebbe essere utilizzato per ridare il volume perso, distendere delle rughe, rimpolpare le labbra.
Ma noi vogliamo di più!

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Asportazione chirurgica: la paura non ha ragione ... di esistere!

Nella mia pratica della dermatologa clinica capita non di rado dover affrontare la questione di asportazione chirurgica di un nevo pericoloso, di una cisti, talvolta di un tumore cutaneo.
Il più delle volte l’idea di essere sottoposto ad un intervento chirurgico suscita una reazione di paura e di preoccupazione, paura del dolore, preoccupazione della cicatrice residua.
Cercherò in poche parole di spiegare cosa succede esattamente prima, durante e dopo l’intervento di chirurgia dermatologica ambulatoriale.

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Epilazione laser: la risoluzione dei peli superflui

Peli superflui: se li conosci li eviti! Sarebbe davvero bello poter evitare i peli superflui ma purtroppo ognuno di noi nasce con delle caratteristiche precise che detteranno per il futuro la maggiore o minore presenza di peli nelle varie parti del corpo e anche il loro colore e spessore. Dall'adolescenza in poi per la maggior parte delle persone i peli superflui diventano un vero e proprio problema estetico. Proprio per questo motivo le tecniche di depilazione sono molte, studiate in base alle caratteristiche della pelle e alle richieste delle persone. Oggi però è possibile pensare di risolvere il problema alla radice, nel vero senso della parola, grazie all'epilazione laser. 

L'epilazione laser è una metodica diffusa e ben collaudata per ridurre ed eliminare i peli superflui. Il suo principio è conosciuto come fototermolisi selettiva. Come funziona esattamente la fototermolisi selettiva? Ogni lunghezza d’onda ha il suo target di colore all’interno della pelle e l’energia viene scaricata proprio dove questo target si trova. Nel caso dell'epilazione laser il target è il colore nero, quindi è possibile bruciare selettivamente i peli superflui, solitamente di colore scuro.

Molte persone si chiedono se questa tecnica è dolorosa ed invasiva: il dolore dipende dalla densità dei peli quindi sicuramente il trattamento è sensibile all’inguine, ma in altri sedi in genere è ben tollerato. In ogni caso non è sicuramente più doloroso di una normale ceretta o depilazione con strumento meccanico. Personalmente uso un laser di ultima generazione con la sorgente di energia a base di diodo. Grazie alla tecnologia in movimento questo tipo di trattamento è molto meno doloroso e può essere praticato anche nella prossimità all’estate. Le parti più frequentemente trattate sono l’inguine, le ascelle, la zona dei baffi e della barba, ma è possibile trattare tutto il corpo. L’importante è che le caratteristiche dei peli e della pelle siano adatte a questa procedura, infatti più la pelle è chiara ed il pelo scuro e più il risultato dell'epilazione laser sarà quello voluto.

L'epilazione laser è molto richiesta anche per risolvere il problema di follicolite dopo la depilazione con la ceretta o altri mezzi meccanici o chimici. La quantità di sedute è funzionale alla zona da trattare e alla tipologia dei peli: più scuro e spesso è il pelo e più chiara è la pelle, prima si riesce a danneggiare il bulbo pilifero con il calore. Per esempio, per la zona inguinale 4 sedute a distanza di 4-5 settimane potrebbero essere sufficienti. Altre zone rispondono più lentamente.
La durata dell’effetto potrebbe essere definitiva, ad oggi abbiamo riscontri di circa 10 anni. In alcuni casi dopo qualche anno si fa un piccolo ritocco.


Dopo l'epilazione laser è possibile osservare l’arrossamento della pelle e la comparsa di piccoli rigonfiamenti in corrispondenza dei bulbi piliferi. Questi segni scompaiono generalmente in poche ore. Talvolta il trattamento può lasciare macchie più scure oppure più chiare che durano in tempo, questo è il segnale che qualcosa non è andata nel verso giusto. Tuttavia, raramente sono permanenti.

Non è consigliabile scegliere questa tecnica in caso di peli bianchi o di pelle troppo scura (anche dovuta all'abbronzatura), o in presenza di infezioni (Herpes per esempio) o di assunzione di farmaci fotosensibilizzanti. Ci sono controindicazioni anche in merito all'età perchè praticare l'epilazione laser in età giovanissima non sempre porta dei buoni risultati ed è consigliabile aspettare almeno fino ai 16 anni. Il limite d’età invece è dettato solo dal colore dei peli.

6 motivi per scegliere lifting non chirurgico con fili Aptos

Negli ultimi anni la richiesta dei trattamenti non invasivi per migliorare i segni dell’invecchiamento è cresciuta in modo esponenziale. Pochi possono permettersi di assentarsi dal lavoro o dalla vita sociale per più settimane. Ecco perché una metodica così innovativa come lifting non chirurgico con fili riassorbibili Aptos sta prendendo sempre più piede. All’inizio della sua introduzione sul mercato estetico questa metodica ha suscitato non poche perplessità sia da parte dei medici, sia da parte dei pazienti. Ma col tempo, con sempre maggior esperienza da parte degli operatori estetici e sempre maggior apprezzamento da parte dei pazienti, i fili Aptos hanno avuto una grande e meritata diffusione.

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Eczema o dermatite: c’è un modo di guarire naturalmente?

 

Negli ultimi anni la vita e l’esperienza professionale mi hanno portato sempre più vicino alla visione integrale della salute e della malattia. Mi sono resa conto come la salute è totalmente determinata dallo stile di vita e la malattia spesso è frutto dell’alterazione dell’ultimo.

Con questi pensieri mi attingo a scrivere questo articolo dedicato alla cura di uno dei disturbi cutanei più diffusi nella società di oggi: eczema (dermatite) allergico o da contatto. 

Secondo le statistiche il numero di persone colpite da questa affezione cutanea è raddoppiato negli ultimi 30 anni. La medicina attribuisce questa crescita all’esponenziale aumento della quantità di sostanze chimiche con cui entriamo in contatto. Questo è vero, tuttavia anche altri meccanismi possono essere coinvolti.

Ricordiamo che la pelle, tra varie altre funzioni, svolge anche l’azione di organo di eliminazione delle sostanze presenti nell’organismo. Sembrerebbe che proprio il sovraccarico delle sostanze tossiche potesse creare l’alterazione della barriera cutanea e, di conseguenza, lo sviluppo di una dermatite (eczema).

Quando la pelle subisce questo sovraccarico?

Questo può avvenire nel caso di un’alimentazione errata, non adatta alla persona che soffre di eczema. Per esempio, il consumo di latte e derivati (spesso in modo nascosto all’interno degli alimenti manipolati industrialmente) oppure di alimenti acidificanti come la carne rossa e gli affettati possono alterare la funzione eliminatoria della pelle e provocare un’infiammazione.

La situazione potrebbe essere aggravata da una non perfetta funzionalità emuntoria (di eliminazione) di altri organi: il fegato, i reni, l’intestino. Se anche qui ci sono problemi, la pelle sicuramente ne “pagherà” le conseguenze.

E non parliamo dello stress (un discorso troppo ampio per affrontare in questo articolo) che tende anch’esso a bloccare le vie di scarico delle scorie e delle tossine dal nostro organismo.

La costipazione (stitichezza), la digestione lenta, le urine troppo chiare (e non per l’enorme quantità di acqua bevuta) possono segnalarci il rallentamento della funzione emuntoria.

Quindi, nel caso di eczema, insieme alle indagini allergomentriche, è molto utile adottare un regime alimentare appropriato.

Se è stato trovato un agente scatenante (allergico o da contatto), va allontanato (saponi, detersivi, abbigliamento sintetico, etc.). Parallelamente bisognerebbe sostenere gli organi che giocano un ruolo importante nel sistema immunitario per migliorare il terreno allergico. Sono appunto gli organi che fanno male il loro lavoro di eliminazione, inviando il carico di tossine alla pelle, piuttosto che scaricarle attraverso le urine e le feci: il fegato, l’intestino, i reni.

Dunque, riassumendo si potrebbe concludere che trattare l’eczema significa normalizzare l’alimentazione e stimolare gli organi di eliminazione deviando il carico di tossine dalla pelle.

Nell’ambito della medicina naturale ci sono tanti rimedi che possono aiutarci: viola del pensiero selvatica, dente di leone, foglie di ribes nero, etc. Si consumano per 1-2 mesi sotto forma di infusione oppure come estratto alcolico da diluire nell’acqua. Inoltre, si potrebbero prendere dell’estratto secco di ortica in capsule per ridurre il sovraccarico degli acidi e placare le reazioni allergiche. Anche l’integrazione alimentare con la vit. C e D naturali è molto importante per la pelle alterata da infiammazione.

Per lenire il prurito ed il bruciore localmente esistono prodotti naturali come gel d’aloe vera, camomilla e malva. Possono essere usati più volte al giorno sulle zone colpite da eczema.

Quindi, insieme alle cure tradizionali (cortisonici locali e antistaminici) sarebbe utile impostare un approccio integrato e naturale. Questo approccio ci assicura non solo la risoluzione dei sintomi, ma anche un miglioramento duraturo, talvolta permanente, della funzionalità della pelle e di altri organi. Tutto ciò in totale assenza di effetti collaterali.