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Facciamo chiarezza sui fili riassorbibili

Facciamo chiarezza sui fili riassorbibili (un’opinione personale dopo 3 anni di utilizzo dei fili di sospensione riassobibili).

Il trend dei fili liftanti riassorbibili è in continuo aumento. In effetti, avevamo bisogno, noi medici, di un trattamento efficace per trazionare e sollevare i tessuti del volto scivolati giù sotto la forza di gravità. In alternativa c’era solo il lifting chirurgico.

Il mio primo incontro con i fili riassorbibili è avvenuto nell’ottobre del 2012 durante un incontro EMAA a Parigi. In seguito, colpita dall’idea e dalle potenzialità di questo trattamento, sono andata a tutti i corsi e workshop dedicati ai fili: Silhouette Soft, coreani, fili Aptos. Sono queste le tipologie principali presenti attualmente sul mercato estetico italiano.

Ho utilizzato tutti i tipi dei fili, credendo nel metodo e non vedendo alternative non chirurgiche, nel tentativo di capire come funzionassero e quali utilizzare per ogni singolo paziente. Oggi posso dire di aver maturato una discreta esperienza nell’ambito.

Ed ecco la mia opinione.

Fili in polidiossanone (PDO). Di produzione coreana, questi fili riassorbibili rappresentano, nell’ordine crescente di capacità liftante e biostimolante, il primo gradino che possiamo affrontare per approcciare la metodica dei fili riassorbibili. Il PDO, è un materiale conosciuto da decenni in chirurgia, si riassorbe velocemente nel nostro organismo senza creare reazioni infiammatorie o altri tipi di stimolazione (motivo per cui è stato scelto per suturare organi interni e strutture vascolari). Questi fili sono facili da inserire nella pelle dei pazienti (ovviamente dopo un corso pratico), con pochi effetti collaterali (piccoli lividi, arrossamenti, episodi di migrazione, formazione di piccoli noduli temporanei), e soprattutto molto economici, potrebbero essere utili nel ridare un po’ di tono alla pelle flacida attraverso meccanismo di ortoterapia (visto che in genere ne vengono inseriti decine) e un processo di riparazione tissutale che viene innescato dopo un qualsiasi trauma.

fili riassorbibili pdo

Associati ad altre metodiche di medicina estetica potrebbero essere un valido mezzo di prevenzione dell’invecchiamento e della ptosi cutanea.

Durata dell’effetto: alcuni mesi.

Fili in acido polilattico (PLLA) con coni bidirezionali. Questi fili americani hanno 2 interessanti vantaggi: sono ancoranti (appunto mediante i coni bidirezionali) e sono biostimolanti grazie all’azione dell’acido polilattico. L’ultimo è uno dei più potenti biostimolanti che esistano ad oggi sul mercato estetico. PLLA provoca una tangibile stimolazione della produzione del collagene tipo I (non è quello che vorremmo avere, quello dei giovani, ma comunque un collagene valido a sostenere la pelle e renderla più tonica) senza un’apprezzabile reazione infiammatoria.

Le due caratteristiche di cui sopra rendono i fili con coni bidirezionali ideali per sollevare i tessuti (non molto pesanti e non in eccesso) scivolati giù negli anni. L’effetto del lifting è immediato e la biostimolazione dovuta all’acido polilattico che viene lentamente degradato rende la pelle nei mesi seguenti il trattamento più tonica e luminosa. Questi fili sono particolarmente adatti ai pazienti giovani oppure a quelli meno giovani con la ptosi di grado lieve.

Durata dell’effetto: varia molto a seconda del paziente da 6 a 12 mesi.

L’ultima tipologia dei fili di sospensione riassorbibili è rappresentata dai fili in copolimero di caprolattone e acido polilattico. Ideati dai colleghi russi e prodotti in parte in Giappone e in parte in Germania, sono entrati sul mercato italiano per ultimi, nel 2014 (anche se in altri paesi del mondo, 48 in totale, esistevano già dal 2008).

La composizione di questi fili è innovativa. C’è sempre PLLA per garantire un potente effetto biostimolante, ma questa volta è legato al caprolattone, un materiale anch’esso totalmente biocompatibile e riassorbibile, che funge in questo caso da drug delivery system (autorizzato dal FDA proprio per questo), permettendo un rilascio molto graduale e costante delle microparticelle dell’acido polilattico per un lungo periodo di tempo, 360 gg.

Un discorso a parte meritano le ancore di cui sono forniti i fili: si tratta di microincisioni laser prodotti in modo da garantire la solidità del filo, ma nello stesso tempo creare un’ancora che si apre come un artiglio una volta inserito nel tessuto, agganciandosi in modo solido e duraturo. E visto che ogni filo ne ha svariate decine di queste ancore lungo tutta la lunghezza del filo è facile immaginare quanto sia forte l’effetto liftante che provocano.

E’ difficile parlare dei fili in caprolattone e PLLA. Questo dipende dal fatto che non esiste una tipologia del filo, ne esistono 20! Oltretutto, si possono impiantare con 45 metodi differenti! Gli inventori hanno cercato di trovare una metodica (meglio delle metodiche) per poter avere un approccio individuale per ogni paziente e per ogni problematica legata all’invecchiamento e al cedimento dei tessuti. Devo ammettere, non è un tipo di trattamento che vedi una volta e ti metti a praticarlo sui pazienti, qui si richiede un discreto periodo di apprendimento pratico. Tuttavia, nella mia esperienza, è l’unico a permettere un reale riposizionamento dei tessuti con un effetto liftante non solo tangibile, ma anche duraturo.  A conferma di questo ci sono numerose pubblicazioni relative ad uso di questi fili nelle riviste più prestigiose del mondo.

Durata dell’effetto: a seconda del paziente fino a 2 anni.

Per concludere vorrei sottolineare: ogni tipologia dei fili riassorbibili ha la sua ragione di esistere, ognuno ha delle peculiarità che lo rendono particolarmente adatto a una singola situazione. La bravura del medico consiste nella corretta selezione del paziente e nella giusta scelta del prodotto da utilizzare.

Come sempre potete contattarmi personalmente per ulteriori infomazioni.

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