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ASPORTAZIONE CHIRURGICA DEI NEI



Quando parliamo di “asportazione chirurgica” spesso la frase stessa, routinaria per noi, operatori, diventa fonte di preoccupazione per il paziente. I motivi sono più di uno.
Intanto, il fatto stesso che il medico consigli l’asportazione di una lesione cutanea può indurre la persona interessata a pensare che si tratti di una lesione estremamente pericolosa, forse un tumore. Di fatto, non è sempre così.

In dermatologia, soprattutto quando si tratta di lesioni pigmentarie (i nei) l’invito ad asportare il più delle volte è legato alla prevenzione. Ovviamente, il nevo in questione generalmente mostra segni di piccole alterazioni (atipie) oppure l’anamnesi del paziente rivela un cambiamento significativo di forma, colore o/e dimensioni. Anche in presenza di tutti questi cambiamenti la trasformazione di un nevo in tumore (melanoma) non è matematico. Per prudenza, tuttavia, si consiglia la sua asportazione e, imperativamente, un esame istologico.

Il secondo motivo di preoccupazione è legato alla vecchia credenza che “i nei non si toccano”. Mi capita talvolta sentire dire:” Un mio amico s’è tolto un neo e poi è morto!”.
Questa frase il più delle volte riguarda il passato, quando la diagnostica strumentale (epiluminescenza) non era ancora presente in ogni studio dermatologico. In quel periodo capitava di fare la diagnosi del melanoma non proprio tempestivamente. Allora il tumore si diffondeva. Quindi, non è l’asportazione in se stessa che provocava la morte, ma il ritardo nell’asportazione!

Il terzo motivo riguarda l’aspetto emotivo di ognuno di noi: l’idea di un bisturi che penetra nella nostra pelle lasciando una cicatrice (pur minima) è decisamente poco allettante.

Proprio per questo ho deciso di pubblicare questo video fatto in un momento di routine chirurgica. L’intervento in questione è un’asportazione in anestesia locale (in assoluto la più frequente in dermochirurgia) di una lesione pigmentaria (nevo) situato tra le dita del piede. Come potete osservare tutto avviene velocemente (grazie anche all'abilità di Teresa, ferrista, che anticipa regolarmente ogni mia richiesta!) e, praticamente senza dolore/disagio per la paziente.

L’intervento, compresi i preliminari (la disinfezione, la preparazione del campetto sterile, l’iniezione dell’anestetico locale, l’incisione e la sutura) dura circa 10 min. In seguito, al risveglio della sensibilità, si ha un piccolo indolenzimento e/o una sensazione di pulsazioni in sede dell’asportazione. Nei giorni seguenti il paziente può fare le solite procedure igieniche (doccia) e dovrà medicare la ferita con una crema antibiotica.
I punti si rimuovono dopo 10-12 giorni  e lasciano un segno trascurabile.
C’est tout.

 

 

 

Come sempre potete contattarmi personalmente per ulteriori informazioni.

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